Non tutti i profumi sono uguali così come non tutti gli incensi. Con la loro storia millenaria e le loro proprietà benefiche, hanno sempre svolto un ruolo importante in molte culture e tradizioni spirituali. Oltre ad aggiungere un tocco di misticismo all’atmosfera, gli incensi offrono una vasta gamma di vantaggi che spaziano dal rilassamento alla purificazione dell’aria. In ogni lezione o corso di Yogazenitalia, c’è sempre una costante: un ambiente confortevole avvolto da incensi e musica a 528Hz, chiamata anche Love Frequency, o frequenza di guarigione (per saperne di più sulla Love Frequency clicca qui). La musica, insieme agli incensi, ricopre un’importanza fondamentale, e di seguito vi spiegheremo la particolare attenzione che il nostro Maestro Tirashiva rivolge all’utilizzo di questi particolari strumenti.

La storia
L’incenso (dal latino incendere= incendiare) deriva dalla secrezione (oleoresina) della resina di diverse piante che crescono nella penisola arabica, quella più famosa è la Boswellia come la Boswellia papyrifera o la più nota Boswellia sacra. Hanno sempre svolto un ruolo importante in molte culture e tradizioni spirituali. Inizialmente utilizzati in rituali sacri e cerimonie religiose, gli incensi si sono diffusi in tutto il mondo, assumendo un significato culturale e spirituale unico per ogni popolo. Dall’antico Egitto alla Cina imperiale, gli incensi hanno sempre avuto un ruolo centrale nelle pratiche spirituali e nella creazione di un’atmosfera sacra. Nella tradizione cristiana l’incenso simboleggia la divinità di Cristo. Anche nel Corano sono presenti diverse testimonianze dell’utilizzo dell’incenso durante le celebrazioni e i rituali religiosi. L’uso dell’incenso durante le celebrazioni sacre era duplice. Bruciando la resina gommosa nell’ambiente si favoriva la preghiera e la meditazione. Le fumigazioni di incenso in ambienti nei quali si radunavano grandi folle avevano però anche uno scopo igienico. L’incenso ha infatti la proprietà di abbattere la carica batterica presente negli ambienti chiusi, per cui, soprattutto nei secoli dove l’igiene pubblica non era frequente e neanche la medicina era efficace e alla portata di tutti, purificare gli ambienti permetteva di attenuare la diffusione delle malattie. Per procurarsi la sostanza profumata, si incide la corteccia e si raccoglie la resina di colore giallastro, selezionata in modi e qualità differenti in base al colore, alla grandezza e alla purezza. Oggi l’incenso si trova per la maggior parte sotto forma di bastoncini che una volta bruciati producono il profumo desiderato.
Il significato simbolico dell’incenso e come usarlo
L’incenso ha due valenze: purificazione e fumigazione ed entrambe richiamato contesti antichi in cui il fuoco veniva considerato come mezzo per avvicinarsi al cielo, al divino. La fumigazione, ovvero il bruciare l’incenso, rappresenta la purificazione interiore verso il mondo esterno, un elevarsi oltre i problemi terreni.
- Purificare gli ambienti e aumentare la concentrazione. I luoghi in cui trascorriamo le nostre giornate sono spesso carichi di energia negativa e blocchi emozionali irrisolti che ci impediscono di mantenere la concentrazione e il focus sui compiti da svolgere. In questi casi bruciare l’incenso può essere di aiuto per conferire al luogo una nuova carica positiva e aumentare la concentrazione oltre che la produttività.
- Calmare e rilassare. I profumi prodotti dalle resine contribuiscono ad accrescere la calma e conciliare il sonno durante le ore precedenti alla notte.
- Rivitalizzante ed energizzante. Alcuni incensi hanno la capacità di energizzare e aiutare a recuperare la forza e la vitalità persa dopo una brutta giornata o una delusione.
- Per meditare. Diverse profumazioni di incenso possono influenzare positivamente il tuo stato d’animo e i tuoi sensi, creando un’atmosfera armoniosa
Quali sono le proprietà dell’incenso e quale scegliere?
Voglio comprare l’incenso. Quale scelgo? Esistono diversi tipi di incenso in commercio con diversi effetti benefici. Per saperne di più, leggi l’articolo a riguardo cliccando Qui. Durante tutte le mie sessioni e meditazioni ne utilizzo principalmente uno: quello di Palosanto. Mi raccomando, è bene sottolineare l’importanza di recarsi presso rivenditori autorizzati e scegliere l’incenso puro senza prodotti chimici e sostanze cancerogene. Ricordatevi sempre di scegliere incensi di alta qualità che siano privi di sostanze chimiche dannose e sintetiche, garantendo così una fumata sicura e benefica. Yogazenitalia utilizza solo ed esclusivamente prodotti naturali al 100% privi di sostanze chimiche e cancerogene, le cui fumigazioni rischiano di provocare mal di testa, nausea e asma.
Storia e curiosità
La prima curiosità che suscita in noi deriva dal suo nome: palosanto, ovvero “legno santo”. Ovviamente non è questo il nome scientifico di questa pianta particolare, che cresce spontanea in America centro meridionale, ma che viene anche coltivata altrove proprio per le sue proprietà straordinarie. Il vero nome è Bursera graveolens, e viene utilizzata da sempre dalle popolazioni sudamericane, che la considerano una sorta di albero sacro. Gli europei l’hanno scoperta all’inizio del 1800 e gli studiosi che l’hanno catalogata per la prima volta hanno deciso di darle questo soprannome suggestivo perché il palosanto fiorisce il giorno di Natale. Durante le nostre sedute utilizziamo bastoncini che vengono presi da alberi con almeno dieci anni, età minima per raggiungere il suo profumo migliore. Inoltre i rami che vengono raccolti devono essere già caduti da soli e devono essersi seccati sul terreno, dove vengono arricchiti da funghi e licheni di vario tipo. Dunque, nelle coltivazioni di palosanto da cui ci riforniamo, si aspetta che gli alberi siano morti naturalmente, li si lascia sul terreno per 4-10 anni, poi si raccolgono. A questo punto si procede a piantare nuovi alberi, mentre quello raccolto viene lavorato con un procedimento di distillazione naturale chiamato distillazione in corrente di vapore, che viene impiegato per trattare le sostanze che si degradano a temperature prossime al loro punto di ebollizione.
Le proprietà del Palo Santo
Abbiamo scritto che nei paesi di origine il palosanto è considerato una pianta sacra, magica. Viene usato da millenni per scacciare le energie negative, gli spiriti maligni, ma anche per prevenire malattie che da queste energie e da questi spiriti sono causate. Parliamo in questo caso di malattie della mente, come tristezza, depressione, cattivo umore, che secondo le popolazioni locali sono spesso causati dalla “mala energia” o dalla “planga bianca”, “una energia che non si vede, non si sente, non si tocca e non ha odore”, una sorta di malocchio insomma. Bruciare il Palo Santo è un modo per purificare gli ambienti domestici da queste energie negative, ma nello stesso tempo il suo fumo aromatico tiene lontane le zanzare e altri insetti, le cui punture spesso sono causa di vere malattie.
Come si brucia il Palo Santo
Per bruciare il Palo Santo mantenendo inalterate le qualità della resina e degli oli essenziali in esso contenuti, e quindi ottenendo il profumo migliore, occorre usare un metodo particolare. Il Palo Santo viene venduto sotto forma di legnetti che hanno tutti più o meno la stessa lunghezza e spessore.
Anche questo serve a mantenere, nella fase di combustione, la conservazione ottimale delle resine e degli oli essenziali contenuti nel legno. Per lo stesso motivo non dobbiamo mai sottoporre il legno a una fonte di fuoco troppo intensa, che finirebbe col carbonizzarlo: non deve essere la fiamma a consumare il legno di Palo Santo, ma la brace. Accendete un fiammifero, avvicinatelo al legno e iniziate a bruciarlo delicatamente. Al legno di Palo Santo occorreranno circa 30 secondi di contatto con la fiamma per iniziare a bruciare in modo uniforme. Dopodiché spegnete il fuoco, soffiate sul legno, che avrà iniziato a sprigionare un caratteristico fumo bianco. Se il fumo che esce è nero, invece, significa che state bruciando troppi oli essenziali e state rovinando l’aromaticità del Palo Santo. Se avete la sensazione che il legno si stia spegnendo, soffiate ancora su di esso, ma evitate di ricorrere ancora alla fiamma, per non carbonizzare il Palo Santo. Usate il legno per diffondere il fumo nella stanza e poi lasciatelo spegnere tranquillamente. Il “paletto santo” può essere riutilizzato molte volte, basta conservarlo in un contenitore ignifugo.
L’Incenso nella meditazione
L’associazione tra incenso e meditazione viene spontanea, perché gli incensi sono spesso adottati nelle pratiche meditative. In India, durante la pratica dello yoga, si ritiene che l’incenso favorisca il lavoro sui chakra. Secondo la filosofia indiana ogni chakra può essere attivato o stimolato da aromi diversi, pertanto ogni profumo può lavorare su uno specifico chakra durante la meditazione e la pratica yogi. L’incenso viene inoltre adottato per facilitare lo stato meditativo e la concentrazione. La scienza ha infatti dimostrato come la percezione di un preciso aroma attivi specifiche aree del nostro cervello. Gli impulsi vengono inviati a quelle che sono chiamate aree arcaiche della corteccia celebrale. Questo permette quindi di consolidare l’associazione incenso e meditazione al punto che al solo sentirne l’odore la nostra mente e fisico si predispongano alla pratica meditativa.
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