Ti illustrerò i tantissimi benefici che provengono anche da fonti scientifiche ufficiali che potrai verificare tu stesso!
Potresti pensare che sono di parte, essendo un’insegnante di Yoga e Meditazione, ma quello che leggerai di seguito non proviene dalla mia esperienza, bensì da fonti scientifiche ufficiali che potrai verificare tu stesso! Lo Yoga e la meditazione hanno cambiato la mia vita e sarei ben felice di poter condividere con te le mie esperienze attraverso i miei corsi; meditare è un atto di coraggio. Ci vuole coraggio a fermarsi in un mondo che va a mille all’ora. Ci vuole coraggio a non fare niente quando potresti prendere in mano il cellulare e fare qualsiasi cosa tu voglia. Ci vuole coraggio a stare in silenzio mentre il richiamo del rumore è così insistente. Però lo fai. Ti siedi, chiudi gli occhi, lasci il mondo là fuori e non fai niente se non osservare. Meditare è il faro che illumina le tenebre del caos e ci mostra le cose per ciò che sono davvero. Non ci rende felici, ma mostrandoci dove si annida la sofferenza ci consente per lo meno di allontanarci da essa. Porre questo distacco è fondamentale per prendere decisioni sane e intelligenti. È l’esperienza diretta – del dolore, della vita, della felicità – di cui abbiamo bisogno per capire chi è davvero la persona che ogni mattina vediamo riflessa nello specchio del bagno. Cosa la spinge a comportarsi in un certo modo, a commettere certi errori e a non sentirsi mai abbastanza. Da dove nasce la sua rabbia, la sua tristezza, la sua ansia, la sua insoddisfazione. Cosa vuole dalla vita. Cosa non vuole. Cosa deve fare, o non fare, per raggiungere finalmente tutta la serenità che si merita. Fino agli Anni ’50 la meditazione è stata prerogativa dei monaci. Poi con i Beatles diventò pratica dei figli dei fiori, seguiti negli anni successivi da calciatori e attori: meditano Roberto Baggio e Richard Gere. In tempi più recenti è stata la volta degli amministratori delegati delle grandi multinazionali. Da qualche anno però la meditazione non si occupa più solo di “benessere psicologico” ed è entrata negli ospedali con molte applicazioni: dal controllo del dolore all’immunologia, dalla cura dell’ipertensione al rallentamento del declino cerebrale. Alla Brown University di Providence (Usa), Catherine Kerr sfrutta la meditazione per il suo effetto analgesico: sostiene che funziona come una specie di manopola che regola la percezione delle sensazioni sgradevoli. Nel 2010, quando era al Mit di Harvard, ha dimostrato che, se si focalizza l’attenzione sulle sensazioni della mano sinistra, la “mappa” cerebrale corrispondente a quella mano registra una significativa caduta dell’ampiezza delle onde che filtrano le sensazioni lasciando passare solo quelle che superano una certa soglia. L’anno successivo, usando la magneto-encefalografia, una tecnica di imaging cerebrale, ha dimostrato che i ritmi di queste onde nel cervello sono correlati con l’attenzione sensoriale e che l’abilità di regolare queste onde nella corteccia cerebrale è maggiore nei soggetti capaci di meditazione.
In altre parole, meditare consente un maggior controllo sul sistema sensoriale e permette di scegliere su cosa focalizzare l’attenzione. Risultato? La meditazione fa andare sullo sfondo quello che non si vuole sentire, per esempio – e non è poco – i dolori cronici. Fadel Zeidan, neurobiologo della Wake Forest Baptist University (Usa), ha persino quantificato l’effetto della meditazione rispetto al potere analgesico della morfina: «Potrebbe ridurre del 40% l’intensità del dolore e del 57% la sua spiacevolezza, contro una riduzione del solo 25% ottenuta con la morfina» sostiene Zeidan. Molte malattie cardiovascolari e neurodegenerative sono legate a uno stato di infiammazione di cui non si conosce esattamente né l’origine né la cura: se si riuscisse a ridurre lo stato infiammatorio forse le si potrebbe prevenire. È la strada percorsa da Steven Cole, dell’University of California Los Angeles (Ucla): voleva studiare se la meditazione fosse in grado di ridurre la sensazione di solitudine degli anziani, condizione che aumenta il rischio di malattie cardiache, Alzheimer, depressione e persino morte prematura. Così ha messo una quarantina di soggetti in meditazione mezz’ora al giorno per 8 settimane. Ma presto ha scoperto che questa “terapia” non si limitava a influire sul benessere psicologico: la meditazione riduceva anche l’attivazione dei geni correlati all’infiammazione e quindi riduceva l’infiammazione stessa. Il passo è breve anche per valutare gli effetti sul sistema immunitario. La meditazione sembra essere efficace anche su un particolare tipo di globuli bianchi, i linfociti CD4 T. Sono considerati il cervello del sistema immunitario perché coordinano l’attività dell’esercito di difesa quando il corpo subisce un attacco infettivo. Ma sono anche le cellule che devasta il virus Hiv, responsabile dell’Aids, indebolendo la risposta immunitaria dei pazienti. Nel 2008 David Creswell, del Counsins center for Psychoneuroimmunology della Ucla, ha messo in meditazione per 8 settimane un gruppo di 24 soggetti sieropositivi (cioè infetti, ma non malati di Aids), confrontandoli con un equivalente gruppo di controllo. Nei soggetti in meditazione la riduzione dei linfociti CD4 T era inferiore rispetto al gruppo di controllo ed inoltre l’effetto era uguale sia in quelli in terapia antiretrovirale, sia in quelli che meditavano. La meditazione si rivela un toccasana in molti campi. Sembra essere efficace persino contro il raffreddore: Bruce Barrett, dell’University of Wisconsin (Usa), ha studiato la meditazione su 51 individui e ha calcolato che chi fa meditazione ha una riduzione del 40-50% delle giornate lavorative perse per infezioni respiratorie acute, influenza compresa, rispetto a chi non medita. La durata della malattia è minore e i sintomi sono più lievi. La meditazione riduce l’attivazione dei geni responsabili dell’infiammazione alla base di malattie cardiovascolari, tumori e malattie neurodegenerative come l’Alzheimer. Potrei dilungarmi ancora per molto ma ti faccio una sintesi di ben 11 benefici, concreti e reali (dimostrati anche scientificamente) che riguardano chi medita regolarmente:
- Riduzione dello stress
Di solito, l’aumento dei livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, è causato dallo stress fisico e mentale. Il cortisolo crea molteplici effetti dannosi dello stress, come il rilascio di sostanze chimiche infiammatorie, le citochine. Questi effetti nocivi promuovono l’ansia e la depressione, l’aumento della pressione sanguigna, il sonno disturbato e possono portare alla stanchezza e al pensiero annebbiato. Diversi studi hanno dimostrato che lo stile di meditazione “meditazione consapevole” ha dato risultati promettenti in quanto ha visto una ridotta risposta infiammatoria nei suoi candidati. La ricerca ha continuato a dimostrare che anche i sintomi delle condizioni legate allo stress possono essere ridotti con la meditazione. Così il disordine da stress post-traumatico, la fibromialgia e la sindrome dell’intestino irritabile possono essere tutti diminuiti un po’ con la meditazione.
- Controlla l’ansia
Meno ansia spesso si traduce in meno stress. Per esempio, i partecipanti di uno studio di meditazione consapevole di otto settimane hanno scoperto che la loro ansia si era ridotta. Hanno anche scoperto che avevano ridotto i sintomi dei disturbi d’ansia come l’ansia sociale, la paranoia, gli attacchi di panico e i comportamenti ossessivo-compulsivi. Gli studi dimostrano anche che la meditazione può aiutare lo stress legato al lavoro e l’ansia che viene da ambienti di lavoro ad alta pressione. Un gruppo di infermiere che ha preso parte a uno studio ha riscontrato una riduzione dell’ansia.
- Promozione della salute emotiva
Ci sono alcuni tipi di meditazione che possono portare le persone ad avere una visione più positiva della vita e una migliore immagine di sé. Diversi studi hanno mostrato che la meditazione consapevole porta a una diminuzione della depressione. Rilasciate a causa dello stress, le sostanze chimiche infiammatorie chiamate citochine possono influenzare l’umore e questo può portare alla depressione. Dopo aver esaminato diversi studi, i risultati hanno mostrato che la meditazione potrebbe ridurre la depressione perché aiuta la riduzione delle sostanze chimiche infiammatorie. Un altro studio controllato ha esaminato l’attività elettrica tra il cervello delle persone che hanno praticato la meditazione consapevole e quello delle persone che non l’hanno fatto. Le persone che hanno meditato hanno mostrato cambiamenti nelle attività relative ad aree come il pensiero positivo e l’ottimismo.
- Miglioramento della consapevolezza di sé
La meditazione in alcune forme può aiutarvi a sviluppare una migliore consapevolezza e comprensione di voi stessi. Questo, a sua volta, può aiutarvi a crescere per essere la migliore versione di voi stessi. Un esempio è che la meditazione di auto-riflessione mira chiaramente ad aiutarvi a capire meglio voi stessi e come vi relazionate con le altre persone. Altri tipi di meditazione ti insegnano a notare i pensieri dannosi o autodistruttivi. L’idea è che più consapevolezza si ha delle proprie abitudini di pensiero, più facilmente le si può indirizzare verso abitudini più costruttive. 21 donne che lottano contro il cancro al seno hanno partecipato a uno studio. Quelle che hanno preso parte al tai chi sono risultate avere una migliore autostima complessiva rispetto a quelle che hanno ricevuto sessioni di supporto sociale. Un altro studio su 40 uomini e donne anziani che hanno preso un programma di meditazione consapevole ha mostrato una diminuzione dei sentimenti di solitudine rispetto a quelli inseriti nella lista d’attesa del programma.
- La capacità di attenzione si allunga
La meditazione di attenzione focalizzata è ottima per aiutare ad aumentare la resistenza e la forza della vostra attenzione. Uno studio che ha esaminato gli effetti della meditazione consapevole su un periodo di otto settimane di corso ha scoperto che la capacità dei partecipanti di mantenere la loro attenzione era migliorata. Allo stesso modo, uno studio ha dimostrato che i lavoratori delle risorse umane che praticavano continuamente la meditazione potevano rimanere concentrati sui compiti per periodi di tempo più lunghi. Questi lavoratori delle risorse umane potevano anche ricordare i dettagli dei loro compiti molto meglio di quei colleghi che non prendevano parte alla meditazione. Inoltre, si è scoperto che la meditazione inverte i modelli cerebrali che portano alla preoccupazione, alla scarsa attenzione e al vagabondaggio della mente. La meditazione per brevi periodi di tempo può anche essere benefica. Uno studio recente ha dimostrato che praticare la meditazione per quattro giorni può essere sufficiente per migliorare la capacità di attenzione.
- La perdita di memoria dovuta all’età può essere ridotta
Migliorando l’attenzione e la chiarezza di pensiero, può aiutare a mantenere la mente giovane. Un metodo di meditazione chiamato Kirtan Kriya combina un canto o un mantra ad un movimento delle dita ripetitivo volto a controllare i pensieri. Il risultato è che i partecipanti hanno una maggiore capacità di eseguire compiti di memoria in vari studi sulla perdita di memoria legata all’età. Inoltre, a seguito di una revisione di 12 studi diversi, è stato trovato che più tipi di meditazione aumentano la memoria, l’attenzione e la rapidità mentale nei partecipanti più anziani. Oltre ad aiutare a combattere la perdita di memoria legata all’età, si è scoperto che la meditazione migliora parzialmente la memoria dei pazienti affetti da demenza. La meditazione può aiutare a controllare lo stress e a migliorare coloro che si occupano dei familiari affetti da demenza.
- Aiuta a generare gentilezza
Alcuni tipi di meditazione possono creare sentimenti e azioni più positivi verso sé stessi e verso gli altri. La meditazione yogazen è un tipo di meditazione che è conosciuta anche con il nome di meditazione di amorevole gentilezza. Inizia con lo sviluppo di sentimenti e pensieri gentili verso sé stessi. Le persone possono imparare ad estendere questo tipo di pensieri e sentimenti agli altri attraverso la pratica. Si insegna ad estendere agli amici, ai conoscenti e, infine, ai nemici. I risultati di 22 studi su questo tipo di meditazione hanno dimostrato che ha la capacità di aumentare la compassione delle persone verso sé stesse e gli altri. Un ulteriore studio ha dimostrato che i sentimenti di positività che possono essere sviluppati attraverso la meditazione yogazen possono aiutare a ridurre i conflitti matrimoniali, aiutare nella gestione della rabbia e migliorare l’ansia sociale.
- Può aiutare a combattere le dipendenze
La meditazione può aiutare a sviluppare discipline mentali benefiche che possono vederti rompere le dipendenze aumentando la tua consapevolezza dei fattori scatenanti dei comportamenti di dipendenza e aumentando il tuo autocontrollo. La meditazione può aiutare le persone a reindirizzare la loro attenzione, a controllare le loro emozioni e i loro impulsi, ad aumentare la loro comprensione di ciò che sta dietro il loro comportamento e ad aumentare la loro forza di volontà. In uno studio, a 19 alcolisti in fase di recupero è stato insegnato a meditare. I risultati hanno scoperto che i volontari che hanno ricevuto l’addestramento alla meditazione controllavano meglio le loro voglie e avevano meno stress legato alle stesse. Una revisione di 14 studi ha mostrato che la meditazione consapevole potrebbe anche aiutare a controllare le voglie di cibo. I partecipanti hanno mostrato una diminuzione delle abbuffate e delle mangiate emotive.
- Migliora il sonno
L’insonnia, in un momento o nell’altro, colpirà quasi la metà della popolazione. Uno studio ha esaminato due programmi di meditazione basati sulla consapevolezza che hanno assegnato i partecipanti a due gruppi diversi a caso. Uno dei gruppi praticava la meditazione e l’altro no. Quelli che hanno meditato si sono addormentati molto prima e hanno dormito più a lungo. Quelli che non hanno meditato non hanno avuto lo stesso risultato. La meditazione è un’abilità, e abbracciare e imparare questa abilità può aiutarvi a reindirizzare e controllare i pensieri che corrono e che spesso possono portare all’insonnia. Inoltre, il tuo corpo viene aiutato a rilassarsi, la tensione viene rilasciata, e sei messo in uno stato di pace dove il tuo corpo e la tua mente sono più propensi ad addormentarsi.
- Aiuta a controllare il dolore
La tua percezione del dolore è direttamente collegata al tuo stato d’animo, e in situazioni di stress il dolore può essere elevato. Uno studio, per esempio, ha esaminato le tecniche di risonanza magnetica per vedere l’attività cerebrale dei partecipanti mentre sperimentavano uno stimolo doloroso. Alcuni dei volontari avevano partecipato in precedenza a un programma di meditazione consapevole di quattro giorni, altri no. I partecipanti che hanno meditato hanno mostrato una maggiore attività nei centri cerebrali che controllano il dolore e hanno anche sperimentato meno dolore come risultato. Uno studio più grande di 3.500 persone ha ricercato gli effetti della meditazione abituale. Lo studio ha trovato che la meditazione ha aiutato a ridurre le lamentele di dolore intermittente o cronico. Un altro studio ha esaminato i pazienti che meditano e che soffrono di malattie terminali. Si è scoperto che la meditazione potrebbe aiutare ad alleviare il dolore alla fine della vita. In tutte queste situazioni, meditatori e non meditatori stavano vivendo la stessa causa di dolore, tuttavia, quelli che meditano hanno mostrato una migliore gestione del dolore e in alcuni, una quantità ridotta di dolore.
- Può abbassare la pressione sanguigna
È stato dimostrato che la meditazione aiuta a ridurre lo sforzo sul cuore, aiutando così la salute fisica. Se si soffre di pressione alta, col tempo, questo farà lavorare di più il cuore per continuare a pompare il sangue. In definitiva, può portare a una funzione cardiaca debole. La pressione alta può anche contribuire all’aterosclerosi (restringimento delle arterie). Questo può portare a ictus e attacchi di cuore. Uno studio su 9996 partecipanti è stato intrapreso e ha scoperto che la pressione sanguigna può essere ridotta di circa cinque punti quando la meditazione si concentra su un mantra silenzioso, quindi una parola ripetuta e non pronunciata. Lo studio si è rivelato più efficace sui partecipanti più anziani che soffrivano già di pressione alta. Una revisione di vari studi ha mostrato che diversi tipi di meditazione hanno dato miglioramenti simili della pressione sanguigna. La meditazione sembra controllare la pressione sanguigna rilassando i segnali nervosi che lavorano con la tensione dei vasi sanguigni, coordinando le funzioni del cuore e la risposta di lotta o fuga che si intensifica in scenari stressanti.
La meditazione si presenta in molte forme, e la gente ne pratica tutti i diversi tipi. Di solito non hai bisogno di spazio o di attrezzature speciali. Si può scegliere per quanto tempo praticare ogni giorno e si può scegliere di praticare solo pochi minuti o più a lungo. Se desideri sperimentare i benefici della meditazione yogazen e scoprire quale stile si adatti meglio alle tue esigenze e per saperne di più o se vuoi partecipare ad una delle nostre lezioni: yogazen per tutti; mental coaching; tarocchi e yoga; bagno sonoro; apertura ed allineamento chakra; hot&cold stone massage; riflessologia plantare, invia una mail a: yogazenitalia@gmail.com oppure scrivi un messaggio sui nostri profili social (Tik Tok-Facebook-Instagram-Youtube: @yogazenitalia). Il nostro Maestro Tirashiva ha una ricca esperienza alle spalle; insegnante certificato di Hatha Yoga e meditazione trascendentale, diplomato in © NSL Coaching – Neuro Science Linguistic Coaching, Tarologo, esperto in riflessologia plantare, hot&cold stone massage e bagno sonoro con l’ausilio di campane tibetane e diapason. Ha co-fondato il laboratorio dell’anima Yoga Zen ed è l’autore del libro: “Mollo tutto e faccio il Cammino di Santiago-900 chilometri a piedi, da solo e senza telefono”. Vi ricordiamo che tutte le lezioni sono disponibili anche in lingua inglese e spagnola ed è possibile effettuarle in presenza (nelle varie sedi presenti in Italia o all’estero), oppure online.
Dare-non prendere… Persone-non cose… Namastè.
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